Con la solennità della Pentecoste abbiamo concluso la celebrazione liturgica della Pasqua del Signore, centro di tutta la vita cristiana, ed abbiamo ripreso il corso ordinario della vita liturgica e del nostro impegno che, nell’ordinario della vita, incarna il mistero dell’Amore di Dio che salva l’uomo che vive il quotidiano della storia.
La ripresa del tempo liturgico “per annum” o “tempo ordinario”, è caratterizzata da alcune solennità che, mentre prolungano la gioia della Pasqua, ci introducono sempre più nel mistero della vita di Dio che a noi è partecipata con la fede in Cristo Gesù ed il battesimo nel nome della Trinità Santissima.
E’ anzitutto il mistero della SS. Trinità, che oggi celebriamo e adoriamo, che ci apre all’incontro con Dio che non è una entità astratta e lontana dalla nostra vita umana, ma Colui che ci rivela la verità della nostra vita.
Dio è Amore.
Amare non è restare nella propria gloria e chiusi in sé stessi, amare è entrare in relazione di comunione e di piena condivisione;
Amare è uscire da sé per donarsi a colui con cui essere una cosa sola;
Amare è emanazione e comunicazione di vita.
Dio è Amore, è comunione, è dono, è Padre, è salvezza, è perseveranza nell’essere e nella comunicazione della sua vita; Dio, la Trinità Santissima, è famiglia, condivisione di vita, è unità, è Colui che viene incontro alla sua creatura e la ama fino ad annientarsi per esaltarla.
Dio è Colui che è.
Dio è la fonte della vita e dell’amore, Colui che ha impresso nell’uomo la sua impronta e, creandolo a sua immagine e somiglianza, lo ha costituito “famiglia” nell’unità dell’amore.
La superbia, l’egoismo, la menzogna, la fragilità e le miserie umane hanno infranto l’amore originario nel quale l’uomo era stato costituito.
Nonostante tutto, l’Amore ha voluto strapparci dalla prigionia del peccato che genera morte nel cuore dell’uomo ed impedisce la vita vera ad immagine del Creatore.
Il Figlio, Gesù, per noi si è come spogliato del suo essere Dio, per ricondurci al Padre, ha effettuato uno scambio: si è messo al nostro posto per metterci al suo posto; (“Dio s’è fatto come noi per farci come Lui “ …) così la nostra fede ci fa cantare.
Lo Spirito Santo opera nell’uomo, redento dal Sangue di Cristo, per mantenerci nella Grazia che ci è stata donata e guidarci nella via della vita, che è Gesù, che ci porta al Padre… ” Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Gv. 16,6b).
Inseriti cin questo circolo di vita, [“Io sono nel Padre mio, voi in me ed io in voi”,(Gv.14,20)], per opera dello Spirito Santo, che tutti unisce in uno, viviamo la gioia di essere uomini che vivono in Dio Amore, per testimoniarlo nella vita con le opere dell’amore.
La solennità della SS. Trinità non può non portarci oggi a rivisitare, alla luce di questo grande mistero, la realtà della famiglia, nella quale ciascuno vive, come luogo in cui si sperimenta la presenza di Dio Amore nella comunione, nella condivisione, nel dono, nell’accoglienza, nel sostegno, nella fedeltà ed unità.
La vita di Dio è divenuta così, nel dono di grazia, vita vera dell’uomo.